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Pallina bianca, riflettendoci bene, mi occorre un nuova puntata !

 
La pallina è sullo zero, il destino ha lanciato il suo guanto di sfida. Eccomi qui, nel casino’ della mia vita a cercare di scommetere su un nuovo giro di roulette americana.

Ehm, ho qualche difficolta’ a decidere la puntata. Rosso o nero – pari o dispari – entrambi, incrociati.
Quel che è valido sulla roulette, non è accettabile tra adulti.

L’idea banale e diffusa di giocare su due tavoli non mi sfiora.
La possibilità di incontrare il ragazzo dal sorriso di miele conosciuto in chat, mantenendo il contatto del tuo strampalato “ex”, dentro di me, non è un’opzione. Le storie degli ultimi anni riemergono e sento dallo stomaco che in certe contraddizioni non intendo starci. In questo preciso istante capisco che ne ho le tasche piene di intrecci stressanti, incantatori di serpenti e vicende complicate altrui. Vorrei anche io sbrogliare la mia matassa, almeno tentare a farlo, e sentirmi amatissima.

Non so su cosa puntare. Sento del buono nel nero e nel rosso. Il passato ed il presente mi intrigano entrambi per ragioni molto diverse tra loro, non riesco a metterle in fila tutte da subito. Sono in una fase decisionale a parametro zero, il PC e’ impallato.

Abbiate pieta’ di me.

Cosa fanno gli adulti quando non sanno cosa fare? Si rivolgono alla razionalita’.
Mi metto a riflettere pure io, implemento la mia analisi costi / benefici. Tento di tirare le somme.
Parlo con poche amiche. Mi sento in un micro tunnel.

Confido pero’ nella ragione, sono tanto confusa che essa proietta l’opzione realista nel mio cervello come una luce accecante.

Traccio una linea: l'”ex” è arrivato prima, desidero l’incontro ed il confronto con lui da molto tempo, spero e confido nel fatto che se io sono maturata anche lui abbia fatto qualche passettino avanti (metto un bookmark: questo e’ da definire). L’incontro fisico e’ stato intenso, rassicurante, dolce.
Do anche un aiutino al senso di colpa, anche se sono stata io ad esser stata lasciata, voglio essere buona e mi dico solennemente “non voglio voltargli le spalle ora che soffre per il casino, che ha fatto lui” + “vorrei provare ad esserci quando lui prenderà le sue decisioni”, su di noi.
Certo, perche’ in questo turbinio di roulette, alla fine lui e’ il croupier. Pensa un po’.

La razionalita’, la luce dell’intelletto aggiunge che il ragazzo di miele profumato tuttosommato non so chi sia, non ho certezze su di lui. Come dicono molti amici saggi, non si puo’ decidere di lasciare una situazione nota, che speriamo possa funzionare, per una vita nuova.
… quindi, è deciso.

Basta dirglielo.

Lo chiamo, ci chiamiamo al telefono oramai.
No, gli scrivo.
Non gli telefono? No. Ci vuole distacco, e distaccata sarò.

Oramai dovresti chiamarlo, sembra dire il gatto con aria di sfida – ci si mette pure lui.
Si’ ma se ci parlo, non mi viene di mollarlo!
Lui è quello della password, per cui meglio non esporsi per dare la triste e desolante notizia.

Writing.
Sorry. You are a special one. Ma il destino ha cambiato le carte in tavola.
Bla bla bla – Chat chat chat. Gli racconto i fatti, ne parliamo come da amici.

Lui ci sta uno schifo ma ascolta, consiglia. Io mi sento confusa, inadeguata.
Dopo la chat chiamo la mia migliore amica. Mah. Vado a casa, il gatto mi guarda di un male… Gli piacevo che sorridevo per casa con il telefonino in mano a scrivermi col tipo.Bogcafe libraryDovevamo incontrarci entro pochi giorni, avevamo fatto anche i biglietti del treno.

Non e’ giusto che io lo veda, anche se pagherei per sapere bene come e’ fatto, guardare live il suo sorriso, prendere un tea. No. Abbiamo detto niente paccottiglia, niente casini dentro al casino’.

Trascorre un giorno. Io e il tipo restiamo amici di chat, con distacco e gentilezza, chiacchieriamo.
Mi sento un poco strana, ma la sera al citofono c’e’ l'”ex”. Ho fatto bene, dai, proseguo cosi’. Augh.
Trascorrono due giorni. Credo che devo riflettere meglio. Il tipo nuovo sa di miele, parlargli e scrivergli, a modo nostro, mi manca. L'”ex” inoltre lo chiamo ancora “ex”. Il significato supera la consapevolezza del sentimento!
Quarto giorno, week end. Aiuto, devo andarmente via, vado con le amiche altrove, a quel citofono non so piu’ cosa rispondere, figuriamoci un sabato ed una domenica come li posso trascorrere!

Fuga!
Mi imbatto in un tramonto. In un’aria che sa di buono.
Mi imbatto in un post di lui su un coast to coast USA da sogno proprio mentre cerco voli low-cost per andare a NYC a breve.
Mi imbatto in un bar che mi lascia un bacio di cioccolato come resto.
Mi imbatto in un tea che e’ il nostro preferito. E la parola nostro risuona nel mio cervello. E’ il mio tag.

Energie sono rilasciate spontanee, senza aiuto di razionali pensieri: sta accadendo questo. Come nei romanzi di Jane Austin, dove le coppie si trovano in una radura al mattino, senza che avessero ancora inventato i telefonini o le chat.
Il sistema mondo sta rimescolando gli eventi e lancia il segnale che sto facendo una stupidaggine galattica.

Qualcuno ha fatto una puntata e la pallina gira che e’ una bellezza.

IMAG1576-1

Mi viene in mente Rossella O’Hara “Ci sara’ un modo per riconquistare Reth”, a VCV.
Sento incertezza, sento che non so come riprendere il filo del Noi. Ci vuole un summit di amiche, una interrogazione parlamentare, una convocazione degli Stati generali. Lancio la call. Grossi dialoghi, iperboli e sospiri. Alla fine, la mia very best amica ha un colpo d’ala, ed inconsapevolmente, visto che non sa di essere al casino’ della mia vita, punta per me.

Andra’ lei con un pretesto anche abbastanza ragionevole ad incontrare il tipo, a raccogliere informazioni, a capire cosa mi sto perdendo. Questo mi dara’ una leggittima sicurezza di cui ora ho bisogno.

Metto la mia puntata nelle sue mani, confido nel super report finale, so che lei sapra’ stabilire il contatto e linkarmi a lui, in qualche modo.

Io nel frattempo giusto per non sbilanciarmi troppo gli mando un messaggio sul fatto che il gatto mi guarda male. Ridiamo un po’, in generale non ci fara’ male. Gli butto li’ il discorso di incontrare la mia amica per una cosuccia di lavoro che potrebbe essere interessante per entrambi.

Torno a casa dal week end fuori, stanchissima, esausta e senza alcuna voglia di vedere il mio “ex”, che ha chiamato ed a cui non ho risposto.

Il gatto sobbalza al suonare del citofono. Sono i miei, portano provviste per domani e quattro chiacchiere con il ciambellone. Va tutto bene.

Non e’ che vorrei solo sbrogliare la mia matassa, e’ che proprio vorrei vivere la mia vita con quella sintonia, che razionalmente speaking, mi pare un parametro importante per valutare una relazioncina, anche appena nata.

Pallina bianca, portami il numero giusto, una dopotutto ogni tanto si puo’ pure sbagliare, no?

* I racconti di Pallina Bianca sono di pura fantasia, di proprieta’ di LaCeremigna che ne e’ l’autrice. Sono frutto di esercizi di scrittura creativa. Riferimenti a fatti, persone o cose sono del tutto casuali.

I vostri commenti sono MORE THAN WELLCOME.

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